Il “Caso Donnarumma”, spesso soprannominato “Caso Dollarumma“, ha suscitato l’indignazione di molti. Si parla addirittura di vittoria del Milan o del giocatore, anche se è una sconfitta su tutti i fronti. Oggi il calcio ha perso, ma ha perso una persona in particolare, e non è Gianluigi Donnarumma.

 


La situazione:

Gianluigi Donnarumma sembra aver deciso di rinnovare, ha chiesto 6 milioni l’anno e il Milan lo ha accontentato. A Raiola vanno “molti milioni” più il 20% di ogni suo contratto con gli sponsor. Al fratello di Donnarumma vanno 1 milione l’anno e un posto da terzo portiere nel Milan. E’ stata inserita una clausola da 50 milioni in caso di mancata ammissione dei rossoneri in Champions, che varrà il doppio se il Milan dovesse tornare nella coppa più importante in Europa.

 


La mia opinione:

Ogni società, personaggio e azione in questa faccenda merita un solo aggettivo: ridicolo. E’ la sconfitta del calcio, la sconfitta di un ideale di un calcio migliore, la sconfitta del nuovo Milan che non sembra per nulla differente da quello appena passato, la sconfitta di tutti. Una bomba nucleare che ricade come uno sputo in verticale verso il cielo, che investe attaccanti e attaccati.
Passino i 6 milioni l’anno: se il Milan crede di avere il top in porta deve pagarlo come un top. Il top alla Juve guadagna 7 milioni a stagione. Il Milan se vuole vincere deve avvicinarsi alla Juventus anche nel monte ingaggi (non perchè sia la Juve in sè, ma perchè è la società italiana più vincente, titoli alla mano, degli ultimi 2 lustri).
Per la cronaca: Hakan Calhanoglu, appena acquistato dal Milan, prenderà 2,6 milioni l’anno. Incomparabile, a parer mio, con Donnarumma.

Fassone e Mirabelli, appena citati, hanno perso anche loro. Mirabelli su tutta la linea, trattato come Barone da Inzaghi nel Mondiale 2006 da Raiola che, è bene ricordarlo, non lavora nel o per il Milan. Fassone, se questo rinnovo andrà finalmente in porto, avrà salvato la faccia e forse è quello dopo Raiola che ne è uscito meglio da questo “affare”. Tranne per l’opzione A. Donnarumma, l’unica vera falla, ma se ne parlerà dopo. Si sta facendo in 4 per riportare il Milan in auge imbastendo trattative all’apparenza impossibili, ma ha trovato uno con più esperienza davanti a se: Raiola. Insultato, minacciato, denunciato: Mino Raiola è l’unico che ha detto sin da sempre quello che voleva e l’ha ottenuto. Che l’abbia ottenuto dopo diversi mesi conta poco; guadagnerà, ancora una volta, tantissimo. Raiola vince sempre, ormai tutti l’hanno capito. Chi sceglie Raiola, o meglio, chi viene scelto da Raiola è un predestinato: sia perchè sarà su tutti i giornali per anni, pre-destinato alle copertine e alle pubblicità, ma anche pre-destinato alla sua volontà. Amen.

Donnarumma come ne esce da questa situazione? Pardon, come ne escono. I Donnarumma raddoppiano, eppure Gigio alla fine è il meno “colpevole”. Lui si è sistemato, anche se il prossimo anno, probabilmente,  farà la fine di tutti quelli ai quali è stato offerto un rinnovo a cifre altissime e qualche garanzia di troppo, come è già successo. Basta solo fare qualche collegamento: Raiola sarà anche ricco, ma è monotono.
Piccola parentesi sulla clausola: un matrimonio dove le due parti si amano, non prevede clausole. La clausola è la porta sul retro che usi quando hai già fiutato che la situazione non ti piace e vuoi scappare lecitamente, magari di nascosto.

L’ultimo del caso, in tutti i sensi: Antonio Donnarumma. Casualmente al telegiornale oggi, prima di parlare del caso in questione, hanno esposto uno studio sul nepotismo dell’Università di Chicago che ha analizzato la quantità di persone con lo stesso cognome nelle principali università in Francia, Usa e Italia (l’omonimia in media ha la stessa percentuale in tutti e 3 i Paesi). Inutile specificare chi, purtroppo, ha vinto.
Antonio Donnarumma è il peggior caso di nepotismo mai visto. 
Su Facebook circolano diverse bufale, ma questo post (del quale purtroppo non ho trovato la fonte) riporta dati veritieri, e molto interessanti.

Chi è Antonio Donnarumma?
– dopo una trafila tra le giovanili del Milan, inizia la sua carriera da professionista in serie B nel Piacenza nella stagione 2010/11;
– è a Gubbio, però, nella stagione successiva, che inizia a mettere in risalto le sue capacità: subire valanghe di gol;
– in 2 stagioni ha giocato una partita in Serie A col Genoa, la 38 esima della stagione 2012/13 (di solito è la partita dove esordiscono i portieri, magari i più giovani, per raccogliere il gettone di presenza);
– l’anno scorso è andato a giocare nell’ Asteras Tripolīs nella Serie A greca, squadra che solitamente si salva senza problemi, anche se si sono salvati stavolta per soli 2 punti;

Oggi Antonio Donnarumma firmerà un contratto da 1 milione di euro a stagione per il Milan.
Per intenderci: Papu Gomez, Bernardeschi, Florenzi, Belotti, Felipe Anderson e De Vrij (presi puramente a caso) hanno giocato fino ad ora con uno stipendio inferiore a 1 milione di euro a stagione, dimostrando di meritare ben altro.

Il post si chiude con questa frase: “Oggi è il giorno in cui tutti, vorrebbero rinascere ed essere il fratello maggiore di Gigio Donnarumma”. 

Io dico no. Per molti di voi tutto ciò potrà risultare falso, ingenuo, ipocrita o da pazzi con manie di protagonismo: eppure io non ci terrei a essere “quello che ha fatto i soldi grazie al fratello”. Io, come i milioni di bambini che in questo momento stanno uscendo da casa con un sorriso a 32 denti e un pallone in mano, ho sempre preferito essere il protagonista dei miei sbagli. Io ho sempre sognato di diventare come i miei idoli, il numero 1 (o 10, nel mio caso) che alza la Coppa del Mondo insieme a tutta la nazione (soprattutto oggi che è 4 luglio, grazie ancora Alex). Io che alzo il Pallone d’Oro, grazie a tutte le volte che ho detto “Altri 5 minuti” quando il mio mister mi diceva “Per oggi abbiamo finito”. Non grazie ad altri. Ma d’altronde, il calcio oggi è uno strumento per fare soldi; Serie B o C non interessa, l’importante è che si parli di milioni. Gavetta, panchina, sudore e fatica sono concetti che non piacciono più a nessuno. E’ la sconfitta del calcio, lo si vede anche da questi piccoli gesti.
Ora scusate, ma i miei amici mi aspettano al campetto per una partita di calcio, quello vero, quello che ormai si può solo sognare.

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