Alvaro Odriozola è arrivato al Real Madrid di Julen Lopetegui in cambio di 40 milioni di euro, per entrare a far parte della nuova era post Cristiano Ronaldo.

Con una leggera forzatura avrei potuto presentare il neoacquisto del Real Madrid sfruttando le ultime lettere del suo cognome, “Zola”, come il “Magic Box” che ha incantato Londra circa una ventina d’anni fa. Che Alvaro possa ripetere le gesta del cagliaritano è abbastanza difficile, visto che gioca terzino e non è avvezzo al gol come Gianfranco, ma quell’alone magico che conferì questo soprannome all’attuale viceallenatore del Chelsea, che adesso lavora agli ordini di uno che di magia ne sa qualcosa, come Maurizio Sarri, si può ritrovare in ogni discesa sulla fascia del terzino basco. “Magic” e “box” (“to box”) come le sue sgroppate avanti-indietro che adesso, Dani Carvajal permettendo, potrà continuare a fare su un terreno leggermente più nobile del Municipal de Anoeta, lo stadio del Real Sociedad, che ha calcato per due stagioni: il Santiago Bernabeu. Odriozola dal “basso” dei suoi 22 anni rappresenta il nuovo che avanza, in tutti i sensi, con una velocità strepitosa sul campo, ma lentamente fra i nomi che circolano nelle discussioni fra appassionati al bar o in piazza. Alvaro non è sicuramente uno di quei nomi che proporreste ai vostri amici in un’ipotetica lista dei migliori terzini per potenziale o della Liga: eppure vi sbagliate enormemente.

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