Un videogioco per ragazzi, un campione per tutti: The Last of Us e Francesco Totti, un paragone tutt’altro che azzardato.

28 maggio 2017: l’ultima, the last,  di Francesco Totti con la maglia della Roma. Ma questa non è una partita d’addio qualunque: è l’ultima della Serie A 2016/17, l’ultima di Spalletti e forse di qualche altro giocatore che ha deciso di migrare verso altri lidi, ma è soprattutto The last of As, As Roma. Con l’addio al calcio di Totti si chiude un ciclo, un’era romanista sicuramente irripetibile. Trovare un nuovo 10, un nuovo Olimpico che ne acclami il cognome, un nuovo capitano, non sarà utopia: trovare un altro Totti sarà impossibile.

 


Un videogioco per console e Francesco Totti hanno più punti in comune di quanti ne possiate immaginare…


 

Dal 1992 veste una maglia sola, quella giallorossa, con una passione sconfinata per questa città e questi colori: dalle prime partite con poco minutaggio, oggi Totti conta più di 780 partite all’attivo e ha sforato quota 300 gol. Totti è entrato nella storia? Totti è la storia. Una bandiera, oggi introvabile se non nelle curve degli stadi, campione del mondo e campione d’Italia, oltre che capocannoniere. Per una figura così abbandonare il prato verde, diventato compagno di vita, non dev’essere facile: l’ultimo cambio di abiti nello spogliatoio, l’incertezza della titolarità che lo assilla ormai da più stagioni, le lacrime all’ultimo triplice fischio. L’ultima di Totti lascerà nei cuori di tutti, romanisti e non, la stessa sensazione che si prova quando finisci il tuo videogioco preferito: solitudine, abbandono, tristezza infinita…

 

 

Ma Totti non ha finito, o meglio, non “è” finito. “Cosa farò da lunedì? Sono pronto a una nuova sfida” ha scritto sulla sua pagina Facebook. Un nuovo capitolo, un “Totti 2 – La vendetta” sarà difficile da immaginare (oltre che un colpo al cuore per i romanisti), ma nulla è impossibile. Di sicuro non lo vedremo a casa a vedersi le repliche dei suoi migliori gol, anche se ne vale sicuramente la pena. Proprio come uno sviluppatore, Totti sta programmando il suo futuro minuziosamente, non per distogliersi dalla luce dei riflettori, ma per dovere. Totti ha il dovere di rimanere il protagonista della scena, per il bene del calcio, per il bene di chi ama il gioco del calcio. Dentro o fuori dai 25 della Roma la prossima stagione conta poco, l’importante è che sia dentro il campo, con il pallone ai piedi, totalmente libero: perchè lui “col pallone può fare quello che vuole”.

 


Totti, come in The Last of Us, è sempre in primo piano rispetto a tutto ciò che gli accade intorno


 

In “The Last of Us” la catastrofe non è al centro della trama, ma diventa un semplice sfondo rispetto al quale la storia dei due protagonisti è messa al primo posto, così come Totti: lui è sempre stato il vero protagonista. Di fronte alle inevitabili sconfitte, malelingue, complotti e avvenimenti esterni al pallone è sempre al primo posto. Un campione, una leggenda, si riconosce anche da questo, nell’abilità a rimanere estranei al resto, facendosi scorrere tutto addosso. A lui non è mai interessata la prima pagina dei giornali, forse neanche in quelli sportivi…

 

 


The Last Totti: unico e irripetibile, questo è certo, speriamo non inimitabile.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: